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L’ufficio entra in rete grazie all’Internet of Things

Pubblicato il 19 dicembre 2017 Categoria:

Cosa succede quando la tecnologia entra in ufficio? E quando questa tecnologia è la cosiddetta “Internet of things”? L’Internet delle cose per l’appunto, ergo quel mondo destinato a ridisegnare luoghi, cose e relazioni sfruttando e utilizzando tecnologie e mondo virtuale, passando per oggetti “intelligenti” che interagiscono con il mondo circostante recependo e trasferendo informazioni tra rete internet e mondo reale.

Tutto questo declinato nel mondo dell’ufficio diventa ottimizzazione dei tempi e degli spazi,  ottimizzazione dei costi e un valore aggiunto per l’efficienza di chi quell’ufficio lo vive. Alcuni esempi di oggetti intelligenti? Termostati, videocamere, rilevatori di luminosità, rilevatori di umidità, orologi, warable (oggetti da indossare come braccialetti connessi e orologi) e sensori ambientali e territoriali.

Stando alle previsioni di Gartner oltre 26 miliardi di dispositivi saranno connessi entro il 2020, un numero di gran lunga superiore a quello attuale di smarthphone, tablet e pc; il fenomeno dell’Internet of Things avrà un impatto sulla società superiore a quello che ha avuto internet stessa, una strada ineludibile tutta a vantaggio degli early adopter, ovvero delle aziende che accoglieranno queste nuove tecnologie prima della loro diffusione di massa.

Grazie a questo nuovo modo di pensare l’interazione con oggetti e web, gli spazi aziendali diventano più efficienti sia per i lavoratori che per i datori di lavoro.
Ad esempio nelle sale riunioni possono essere utilizzati dei sensori che rilevano il numero di persone presenti cosi da creare uno storico di dati e capire, in caso di incontri di lavoro non prefissati, qual è la disponibilità in tempo reale di uffici e sale.
Sul fronte dell’illuminazione invece la luce e l’illuminazione appunto, può essere regolata sulla base delle persone presenti nelle sale o in base all’utilizzo reale degli spazi. Lo stesso discorso vale per il riscaldamento e il sistema di reffreddamento.
Questo perché l’Internet of Things è in grado di fare analisi predittive; raccogliere i dati di performance anomale e di intervenire ancor prima che l’impianto si fermi, passando così da una manutenzione a guasto e programmata ad una predittiva con evidenti vantaggi in termini di efficienza nel lavoro dei manutentori e di disponibilità e confort per gli utilizzatori degli immobili.

E veniamo agli oggetti concreti, ergo le scrivanie e le postazioni. Le postazioni di lavoro infatti possono essere realizzate inserendo sensori. Grazie a questi sensori si riesce a capire da remoto se in quel momento l’utente sia effettivamente alla scrivania o meno in caso di bisogno.

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