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Convivere in ufficio? Ecco cosa è cambiato.

Pubblicato il 19 gennaio 2017 Categoria:

Rumori, odori e sovraffollamento sono i problemi che oggi contribuiscono a rendere difficile la convivenza al lavoro. Gli spazi ad alta densità non facilitano l’impresa, e le incombenze da rincorrere neppure.

Dall’ufficio dobbiamo chiamare la tata, il marito, l’amante, la maestra dei bambini o i genitori anziani. Ciò comporta che allo stesso tempo i nostri vicini di banco si facciano, loro malgrado, gli affari nostri.

Che dire del cibo? Senza più tempo per la pausa pranzo, mangiamo davanti al computer. Sushi o cavoletti, il risultato per il dirimpettaio non cambia (complice l’assenza di finestre con la climatizzazione centralizzata).

Sono i segni di un’intimità perduta, ma all’opposto anche di una condivisione forzata, perché davvero l’ufficio è diventato per tutti, uomini, donne, mogli o mariti, il luogo in cui si trascorre la maggior parte delle ore da svegli.

Qualche decennio fa era diverso, ma oggi si lavora in open space, siamo in tanti e siamo diversi. Tra le lamentele più frequenti raccolte nelle sue consulenze aziendali ci sono le telefonate private ad alta voce. E non sono le più bizzarre. E poi: fumare o non fumare nei bagni? Mettere o non mettere le scarpe sul tavolo? Videochiamare o non videochiamare il nipotino?

Da quando open space e flexible chairs hanno decretato la scomparsa della scrivania fissa (succede, tra gli altri, da Vodafone), si è posto il problema dell’ordine (e del disordine). Perché non tutti, prima di lasciare un tavolo su cui il giorno successivo lavorerà un altro, si pongono la domanda evangelica: come vorrei trovarlo io quando ritoccherà a me?

Gli esperti affidano il ruolo di arbitro alle aziende. Il lavoro da casa risolve alla radice i problemi. Ma ci sono le nuove multinazionali che fanno una grande attività di prevenzione già nell’architettura degli spazi. Nelle aziende più grandi le telefonate private (o anche quelle di lavoro, magari in una lingua straniera, quando si alza il tono della voce senza rendersi conto) vengono fatte dentro cabine specifiche. Mentre il panino, il cous cous, i maccheroni si possono scaldare nel microonde in una stanza attrezzata solo per quello.

Infine ci sono le oasi, come da Heineken. Dove per definizione vige una «cultura collettiva» e il venerdì sera, prima di tornare a casa, si va tutti in birreria (aziendale). E lì ogni attrito va via.

Fonte: Corriere della Sera

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