
Progettazione Ufficio
Dal sopralluogo alla consegna, con un unico interlocutore per layout, arredi, pareti e impianti.La progettazione di un ufficio parte dall'analisi di come si lavora e arriva, attraverso layout e planimetria, alla scelta degli arredi. Non è scegliere i mobili: è il percorso che porta a sceglierli.

Ogni anno Arredoufficio progetta e allestisce più di 300 uffici in Lombardia e nel Nord Italia. In 27 anni: oltre 15.000 progetti, 12.000 aziende clienti, 2,5 milioni di metri quadrati allestiti.
Un unico interlocutore per sopralluogo, progetto, arredi, impianti, pareti, montaggio e consegna. Un contratto, una scadenza.
Progettare un ufficio parte dall'analisi, non dal catalogo

Il punto di partenza non è scegliere una scrivania. È capire come lavora l’azienda: distribuzione del personale, dove si concentrano i problemi operativi, se l’acustica dell’open space permette di concentrarsi.
Si raccoglie con un briefing strutturato e un sopralluogo. Lo spazio parla da solo: un corridoio che si intasa a metà mattina, una sala riunioni da quattro posti in cui ne entrano sette, un archivio nel mezzo dell’ufficio che tutti girano al largo. È su questi indizi che si costruisce il progetto.





Briefing e sopralluogo
Obiettivi, vincoli, tempi e budget: quante persone oggi e tra due anni, esigenze come sala server, archivio o spazi per le videocall. Un briefing superficiale è la causa più comune di modifiche costose a cantiere aperto
Space planning e progetto
Si posizionano i team, si progettano le aree collaborative, si separano zone operative e zone di concentrazione con pareti divisorie, vetrate, pannelli acustici e phone booth. Nel D-Lab il progetto viene simulato prima che inizi qualsiasi lavoro: ricevi un rendering con materiali definiti, modifichi su carta, e quello che approvi è quello che consegniamo.
Progettazione degli arredi
Dopo il layout, non prima. Per le postazioni: profondità e larghezza del piano (80 cm per lavorare con due schermi, 120 cm standard), regolabilità in altezza, gestione dei cavi, seduta ergonomica. Pareti attrezzate, archiviazione e soluzioni acustiche si scelgono insieme al layout.
Esecuzione e coordinamento
Coordiniamo arredi, pareti, pavimenti, impianti, illuminazione, logistica e montaggio, comprese pratiche di inizio lavori, documentazione di sicurezza e certificazioni. Il cliente ha un solo numero da chiamare.
Consegna e post-vendita
L'ufficio si consegna dopo la verifica di ogni aspetto. Restiamo poi a disposizione per riconfigurazioni e integrazioni: gli spazi di lavoro cambiano perché cambiano le aziende.

Mettiamo in atto un approccio esclusivo che combina la visione creativa al rigore esecutivo, eliminando alla radice gli imprevisti di cantiere. Nel nostro D-LAB, ogni progetto viene analizzato, ottimizzato e “messo a terra” prima di iniziare i lavori. È qui che il design incontra la concretezza operativa, trasformando la tua esigenza in risultati certi nei costi e nei tempi concordati.

Space Planning: per un ufficio funzionale
Ripensa il tuo ufficio e crea un ambiente di lavoro più efficiente, ordinato e funzionale per il tuo team.
Tempi, vincoli e responsabilità di un progetto ufficio
Quanto dura un progetto ufficio
Per uffici tra 200 e 500 mq con interventi su arredi, pareti e impianti: 6-14 settimane dalla firma. Con soli arredi su uno spazio già ristrutturato serve meno, con opere edili e pavimenti tecnici di più. Se l’azienda non può fermarsi si lavora per phasing, cioè per micro-aree successive, pianificate dall’inizio.
Progettazione su misura su spazi già esistenti
La maggior parte dei progetti riguarda spazi esistenti da rinnovare, raramente volumi vuoti da allestire: impianti già posati, strutture portanti che non si spostano, uscite di sicurezza già fissate. Il sopralluogo serve a capire cosa è possibile prima di disegnare. Una parete divisoria si rimonta altrove, un impianto di illuminazione si integra invece di rifarlo, un archivio spostato libera metri quadrati utili.
Unico interlocutore o più fornitori separati?
Architetti, fornitori di arredi, imprese edili, installatori, posatori: ognuno copre una parte. Gestirli separatamente ha un costo nascosto, cioè il tempo del cliente che coordina e gestisce i rimpalli quando qualcosa va storto. Un general contractor copre l’intero processo, dai mobili alle pareti divisorie, pavimenti tecnici, illuminazione e montaggio: un contratto, budget e scadenze fissati, l’ufficio finito.
Briefing e sopralluogo, dimensionamento e space planning con produzione delle planimetrie, progettazione degli arredi, simulazione nel D-Lab, esecuzione, consegna e verifica finale.
Per gli uffici il D.Lgs. 81/08 non fissa una superficie minima per addetto: i 2 mq dell’Allegato IV riguardano le aziende industriali sopra i cinque lavoratori e sono valori lordi. Il riferimento progettuale è di 8-12 mq per postazione, aree comuni incluse; sotto i 6-7 mq lo spazio diventa difficile da vivere.
La disposizione di postazioni, team e zone funzionali nello spazio. Segue quattro modelli (open space, a isole, cellulare, ibrido) in base al bilanciamento tra concentrazione e collaborazione.
Il disegno tecnico in scala che rende misurabile il layout: postazioni, ingombro degli arredi, percorsi, punti rete. È il riferimento comune per tutti gli operatori del cantiere.
Arredare significa scegliere e installare i mobili. Progettare parte dall’analisi dei flussi di lavoro per costruire un layout funzionale, e solo dopo seleziona gli arredi adatti a quel layout.
Nell’approccio tradizionale uno space planner, un interior designer e un coordinatore tecnico, con contratti separati. Con un general contractor le stesse competenze sono in capo a un unico interlocutore, che coordina anche impianti, pareti e montaggio.
Dipende dal tipo di intervento (solo arredi, arredi con pareti, ristrutturazione completa), dalle dimensioni dello spazio e dalle specifiche richieste. Senza un sopralluogo qualsiasi cifra resta un’approssimazione poco utile.
Per uffici tra 200 e 500 mq con interventi su arredi, pareti e impianti, 6-14 settimane dalla firma. Se l’azienda non può fermarsi si ricorre al phasing, con i lavori suddivisi per zone successive.
Sì, ed è il caso più frequente. Il sopralluogo serve a capire cosa è possibile fare, compatibilmente con impianti, strutture e normative.